Economia circolare, come può cambiare le nostre vite

Noleggio, riciclo, scambio un nuovo modo di fare commercio è possibile

Cristian 30/06/2020 0

Nell’economia del futuro l’accesso si sostituisce al possesso e l’uso all’acquisto. Condivisione, riciclo, riutilizzo, prestito e scambio sono alla base dell’economia circolare. Che cosa significa questo termine e come potrebbe cambiare la nostra esistenza e la salute del pianeta che viviamo? Proviamo a spiegarlo in questo post, raccontandoti un modo sostenibile di concepire il commercio, dove il consumismo viene definitivamente messo al bando!

Economia circolare, che cos’è?

Nell’economia lineare, quella sin ora conosciuta, il prodotto è la fonte della creazione del valore: per aumentare i profitti si punta a vendere più prodotti e a rendere i costi di produzione più bassi possibile. Come si traduce questo in termini di vita del prodotto? L’obsolescenza è immediata, poiché acquistare un prodotto nuovo è più conveniente che aggiustare quello vecchio. Nell’economia circolare, invece, i prodotti sono parte di un modello di business improntato al servizio. Il prodotto ha un ciclo di vita più lungo poiché si immagina di scambiarlo, riusarlo, ripararlo e riadattarlo. Si tratta di una concezione che vede la riciclabilità come la base per ridurre drasticamente i rifiuti ma anche le emissioni dovute a nuove produzioni. In questo modo un oggetto non si estingue dopo il primo uso ma viene reintrodotto nel ciclo economico in un sistema, appunto circolare. Si tratta, dunque, di un circolo virtuoso che può avere effetti sull’ambiente veramente decisivi.

Economia circolare e sostenibilità ambientale

Sappiamo tutti che la popolazione mondiale è in grande crescita mentre le risorse del nostro pianeta sono limitate. Dopo averle sfruttate fino all’insostenibile, oggi la sostenibilità ambientale è diventato un tema portante. L’economia circolare è una delle chiavi per immaginare un futuro veramente sostenibile.  I processi di estrazione e utilizzo delle materie hanno un forte impatto ambientale e aumentano il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica (CO2). Un uso più razionale delle materie prime può, quindi, contribuire a diminuire le emissioni. Il Parlamento europeo, inoltre, ha chiesto l’adozione di misure anche contro l’obsolescenza programmata dei prodotti, strategia propria del modello economico lineare. Il baratto, o lo scambio, si colloca perfettamente nel cerchio tracciato da questa nuovo modello economico in quanto allungano la vita del prodotto evitando l’inutile acquisto di oggetti nuovi.

Baratto e circular economy

Il metodo dello scambio è del tutto legale, ed è un contratto vero e proprio. La permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un soggetto a un altro. È disciplinato dal codice civile per cui è possibile applicare il metodo del baratto sia tra privati che tra aziende. Anzi, è proprio su di esso che si è formata l’economia, non a caso, detta di scambio. Perché si realizzi un baratto, o meglio una permuta, non è necessario firmare un documento scritto, ma basta che avvenga la semplice consegna delle due cose o l’impegno a consegnarle successivamente.

Condivisione e scambio

La sharing economy è oggi una realtà in Italia soprattutto in alcuni settori come le autovetture, macchine e obiettivi fotografici, telefoni cellulari ed altre tecnologie. Sul web proliferano le piattaforme su cui è possibile scambiare materiale e, oltre al web, le occasioni per praticare il baratto sono tante e possono trasformarsi in momenti di condivisione con gli amici. Lo swap party, per esempio, è una “festa” approdata in Italia da Oltreoceano ormai diversi anni fa, in cui scambiarsi vestiti. Lo scopo è quello di “controllare” l’obsolescenza dei capi d’abbigliamento, quelli che hanno per definizione un ridotto ciclo di vita,  scambiandoli con altri vestiti. Non solo abiti, oggi è di gran moda scambiarsi addirittura casa! L’ home exchange è un trend che consente di cambiare città praticamente a costo zero. Lo “scambio di casa” è una forma di alloggio in cui due parti concordano di scambiarsi reciprocamente abitazione per un determinato periodo di tempo. Poiché non ha luogo alcuno scambio monetario, è una forma di baratto, consumo collaborativo e condivisione. L’exchange non deve necessariamente essere simultaneo poiché è possibile anche scambiarsi solo una stanza.

Il futuro è circolare?

Come abbiamo già detto, a fare da traino a questo cambio di mentalità c’è certamente il mercato della tecnologia. Si tratta di un settore dove l’obsolescenza controllata è altissima. Se il modello di economia circolare sta prendendo piede per beni ormai fondamentali nella vita di tutti i giorni, c’è la possibilità che si diffonda a tutti i prodotti di uso quotidiano. A questa tendenza va aggiunta la grande incertezza economica dovuta al lungo lockdown cui tutto il mondo è stato sottoposto per fronteggiare la Pandemia da Coronavirus. Questo ulteriore elemento ha fatto sì che aumenti la percezione dell’incertezza versi il futuro. L’acquisto, e quindi l’impegno a comprare un bene magari a rate, è visto come troppo impegnativo o addirittura impossibile. L’accesso al bene, senza impegno, è preferibile e, a volte, è l’unica opzione possibile. Ecco perché noi di Echaffer crediamo molto nel nostro progetto. L’economia basata sulla condivisione e lo scambio non è soltanto una strada percorribile per salvare il pianeta ma anche per rendere le nostre vite più semplici. L’economia circolare è il futuro, noi ci crediamo e tu?

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