5 regole per un baratto sicuro

Ovvero come scambiare beni e servizi nell’era 2.0 senza ricevere brutte sorprese.

Cristian 30/01/2021 0

 

Sempre più persone negli ultimi anni hanno deciso di ricorrere al baratto e, grazie ad esso, risparmiare qualcosina e, al tempo stesso, far bene all’ambiente. In fondo perché buttar via quel maglione quasi nuovo quando potrebbe avere una seconda possibilità di vita ed essere indossato da qualcun altro? Se anche tu vuoi iniziare a scambiare beni in tutta sicurezza leggi pure la nostra breve guida: 5 regole d’oro ti aiuteranno nello scambio perfetto.

 

Cos’è il baratto

Prima di cominciare è bene fare un piccolo passo indietro e chiarire il concetto stesso di baratto che ha origini assai antiche. Letteralmente atto di dare e di ricevere una cosa in cambio di un'altra” viene usato dalle prime comunità rurali. Esse, infatti, producevano e scambiavano prodotti naturali o animali (pellami, ecc.) per sostenere le proprie famiglie.

Fulcro di un’economia di sussistenza fu soppiantato poi - per evidenti limiti legati, ad esempio, alla conservazione dei cibi - dall’uso della moneta. Oggi il baratto è tornato in auge e viene di nuovo e più frequentemente utilizzato anche se sotto una veste nuova: esploriamola insieme.

Baratto al giorno d’oggi: quali beni scambiare

Complice anche la crisi economica, il baratto oggi vive una seconda giovinezza e lo scambio non riguarda più solo i beni ma anche i servizi. Un classico resta lo scambio di oggetti: una borsa in cambio di un paio di shorts, un phon in cambio di un rasoio ma anche e sempre più dispositivi elettronici cui viene offerta un’altra chance prima di diventare spazzatura digitale il che rappresenta un importante contributo per l’ambiente.

Ai beni, come abbiamo detto, si sommano i servizi barattati. C’è il professionista che sceglie di mettere a disposizione la propria conoscenza in cambio di beni naturali o una possibilità in più viene sancita dalla legge. Stiamo parlando di baratto amministrativo che offre l’occasione di sanare un’eventuale situazione debitoria prestando in cambio la propria opera lavorativa.

Nuova linfa al baratto: l’era digitale

Altra rivoluzione è legata ai mezzi dei quali avvalersi per il baratto. Se prima lo scambio si effettuava solo di persona incontrandosi e barattando beni, con l’avvento del digitale cambiano un po’ le regole del gioco e si aggiunge una possibilità in più: quella del baratto on-line. Questo comporta numerosi vantaggi: aumenta la visibilità e moltiplica le occasioni di incontro ma c’è anche il rovescio della medaglia, maggiori rischi. Le possibilità di cadere in un tranello, infatti, aumentano ed è bene fare chiarezza subito.

Non vedendo di persona il bene da scambiare si rende necessario seguire delle linee guida. Noi di Echaffer abbiamo messo nero su bianco 5 punti essenziali: leggiamoli insieme.

Come difendersi dalle truffe: 5 regole d’oro

Step by step siamo arrivati così al nocciolo della questione: come difendersi da chi, approfittando del digitale, vuole truffare? Leggi i nostri suggerimenti e il baratto per te non avrà più segreti. Andiamo.

1.       Per iniziare è di fondamentale importanza fare riferimento sempre a dei siti che presentino un’organizzazione seria alle spalle e che prevedano un regolamento chiaro da seguire per il baratto.

2.       Deve essere scritto a chiare lettere chi è che propone lo scambio e con questo non ci riferiamo solo a nome, cognome ed un eventuale indirizzo e-mail di chi propone il baratto. Meglio avere un indirizzo fisico e un numero di telefono cui eventualmente rivolgersi per qualche chiarimento in più.

3.       Gli oggetti devono rispondere a determinati requisiti ed essere corredati da foto che ne mettano in risalto pregi ma anche eventuali vizi/difetti. Occhio ai feedback che si rivelano preziosi.

4.       Non fornire mai dati sensibili come carta di credito, codice fiscale, luogo e data di nascita.

5.       Ricorda, infine, che con il baratto non c’è bisogno di uno scambio di denaro: è l’oggetto stesso la tua moneta di scambio salvo rare eccezioni.

Adesso tocca a te: che ne dici di frugare un po’ nelle tue cose? Apri i cassetti, spalanca il tuo armadio e crea la tua occasione di scambio per un riuso intelligente dei beni. Segui le regole appena enunciate e fanne tesoro, sta a te dare il contributo più importante con consapevolezza e serietà. Inizia uno scambio anche tu: barattare è facile e divertente!

 

Potrebbero interessarti anche...

Cristian 23/09/2020

Baratto, la pandemia riscopre il valore dello scambio

Sono sempre di più le persone che si iscrivono a siti di baratto e scambio. Anche la vendita di oggetti usati ha ricevuto, negli ultimi mesi, una brusca impennata.

 

La pandemia ha creato un maggiore senso della comunità, ha fatto comprendere a chiunque di noi l’interconnessione tra tutti gli individui. Questa rinnovata sensazione di appartenenza ha fatto riscoprire il valore dello scambio.

Non solo, rinchiusi nelle nostre case abbiamo riscoperto il piacere delle piccole cose, abbiamo riportato la nostra attenzione ai rapporti umani ma anche alle origini. Il fai da te e l’autoproduzione sono diventate le parole chiave di questa emergenza sanitaria.

Ecco perché  anche il baratto si è affacciato nella vita di molti come soluzione alla crisi.

Siti e gruppi specializzati

Come E-chaffer sono diversi i siti e i gruppi social di baratto e scambio. Passata la prima fase dell’emergenza sanitaria, infatti, sempre più persone sono ricorse a social come Facebook, per scambiarsi oggetti e beni di consumo.

Sicuramente il tempo passato in casa ci ha portato a dedicare maggiore attenzione alle cose da conservare e a quelle di cui liberarci.

Di pari passo la crisi economica che ha seguito il lockdown ha portato con sé la difficoltà a reperire determinati beni. Le ristrettezze economiche con le quali si è dovuto fare i conti hanno trovato nell’economia circolare la soluzione ottimale.

Durante la pandemia c’è stato anche un proliferare di app e programmi per evitare lo spreco. L’obiettivo era quello di promuovere un’economia circolare e più sostenibile ma anche di far entrare in contatto persone vicine che possono affrontare problemi di tutti i tipi, da quelli economici a quelli legati ad un’eventuale quarantena.

L’Arte dello scambio

È notizia di questi giorni il lancio di un progetto che unisce creatività, marketing ed economia. Si chiama «Whatever it takes» ed è promosso della School for Curatorial Studies Venice.

 Si tratta di un mercatino del baratto di tre giorni, dove il denaro sarà completamente bandito per essere sostituito da oggetti, tempo e competenze. Sono queste le uniche forme di scambio accettate per ottenere le opere esposte dagli artisti, veri protagonisti dell’evento.

Ideato a gennaio 2020 prima della pandemia, esclude l'utilizzo di qualsiasi valuta sottolineando quello che durante i mesi del lockdown è diventato chiaro a tutti: l’essenza delle nostre economie deriva da una serie di bisogni concreti e dalla reale interdipendenza tra le persone.

È così che gli artisti hanno cominciato ad avanzare le loro richieste di scambi per cedere le proprie opere d’arte. Qualcuno vuole imparare una nuova lingua, collaborare con un compositore, trasferirsi in una residenza artistica o ricevere un testo critico sul proprio lavoro. Domande che hanno tutte lo scopo di creare relazioni e collaborazioni con il pubblico partecipante.

Questo, come abbiamo più volte sottolineato, è il vero vantaggio del baratto, l’aspetto umano e relazionale che nessun altro tipo di scambio può realizzare.

La strada verso un nuovo senso della comunità

“In tutto il mondo le persone si sono rivolte allo scambio, al commercio senza denaro e al baratto durante la pandemia di coronavirus, per fare la loro parte nella comunità locale, risparmiare denaro o semplicemente per procurarsi ingredienti difficili da trovare.

Con l'incertezza economica incombente e i livelli di ansia in aumento, il baratto sta diventando una soluzione alternativa emergente per cavarsela – e rimanere occupati – nel bel mezzo della crisi provocata dal Covid”. La BBC ha così sintetizzato questo trend in crescita.

Nessuna beneficenza quindi ma uno scambio tra pari che permette di conservare intatta la propria digità e anche creare nuove connessioni personali.

David Miles, professore di economia finanziaria presso l’Imperial College Business School di Londra, si è così espresso sul tema: “Il baratto è un bel modo per mostrare un po’ di spirito di comunità e solidarietà con le persone senza utilizzare dei soldi.

Questa pratica ha a che fare più con il significato del gesto che si compie che con il reale valore economico della transazione.

A volte lo scambio e il fatto che non ci siano soldi di mezzo fa sembrare la pratica un gesto molto più gentile e comunitario, non commerciale, dell’aiutarsi l’uno l’altro”.

Il nostro approccio allo scambio

Nel presentare il nostro sito abbiamo già illustrato la filosofia che c’è dietro E-chaffer. Il nome lo esplicita chiaramente “Scambio elettronico”.

Attraverso la nostra piattaforma, infatti, vogliamo raggiungere tutte le persone interessate a questa alternativa all’economia tradizionale.

Aprirsi a questa modalità significa approcciarsi diversamente al concetto stesso di consumo. Diventa esso stesso un principio di condivisione, permettendo ad altri di usufruire di un bene che a noi non serve più con il vantaggio di ricevere, in cambio, qualcosa di utile.

L’ambiente per primo si avvantaggia di queste nuove soluzioni. Limitando i consumi e la produzione, infatti, si limitano anche le emissioni di Co2. Come vedete nessuno perde e tutti vincono scegliendo il baratto.

Cosa aspetti entra nel mondo di E-chaffer, pubblica il tuo primo annuncio e se hai dubbi scrivici, potremmo supportarti in questa nuova avventura.

Leggi tutto

Cristian 17/02/2021

Scambio di merci o anche di servizi?  

Quante volte lo avete pensato? Oggi il denaro muove il mondo: tutto ha un valore economico. Si, anche se sembra brutto dirlo, è proprio cosi. Il denaro è diventato una componente fondamentale della vita di tutti, ed è proprio la moneta a determinare stili di vita ed abitudini.

Per chi vive da sempre in questa epoca quest'aspetto è scontato. E se vi dicessi che non è sempre stato co?  Se avete la fortuna di avere ancora nonni e bisnonni vi basterà fare una chiacchierata con loro per capire che non sempre il denaro ha guidato l’economia e gli scambi tra le persone.

Combattere la crisi con la sharing economy

Ciclicamente, nella storia, a far muovere persone e beni è stato il baratto: una forma di scambio primordiale che assegna alle cose un valore che non è più da valutare in base al loro prezzo, ma in base alla loro utilità.  

In un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando, ritornare al baratto sembrerebbe la soluzione migliore per vivere una vita meno complicata.  Anche se la crisi ha di fatto azzerato il potere di acquisto e le possibilità economiche di molte famiglie, queste potrebbero ritrovare la strada per la sopravvivenza attraverso lo scambio di beni di prima necessità o oggetti.

Chi vive in campagna e ha un orto, per esempio, potrebbe scambiare i prodotti della propria terra con quello che gli manca. È proprio questo il principio della sharing economy, come la chiamiamo oggi.

Un'economia basata sulla condivisione appunto, dove non è mai il denaro a determinare il valore di un oggetto.

L’importanza dello scambio tra persone

Se fino ad ora tutto questo discorso vi è sembrato anacronistico, preparatevi a ricredervi. Ci sono portali in rete che nascono proprio con questo intento: scambiare oggetti con altri oggetti di uguale utilità.

Oggetti e non solo: c’è chi ospita studenti stranieri in cambio di assistenza in casa, chi offre vitto e alloggio in cambio di lavoro.

In Europa la pratica della sharing economy è più che mai diffusa. E in Italia? Scopriamolo insieme.

Ecchaffer: l’e-commerce money free

Anche nel nostro Paese, seppure molto più timidamente, l’economia di condivisione si sta facendo strada.
Un giorno, proprio come su ebay, potrete utilizzare un portale di scambio per liberarvi di oggetti che non utilizzate più e riceverne in cambio.
E se vi dicessi che potete farlo già da ora?

Ecchaffer.it funziona proprio cosi: fotografate l’oggetto che volete cedere, pubblicate un annuncio con una breve descrizione, segnalate il luogo dove preferite avvenga lo scambio e il gioco è fatto. Ricordatevi di segnalare anche che cosa vorreste in cambio, per non restare delusi.

Se preferite, potrete anche prendere accordi con il destinatario per una spedizione via corriere.

Il baratto come gesto etico e solidale

La cosa importante, proprio come in una compravendita, è la soddisfazione di entrambe le parti. Il vantaggio del baratto non è solo di tipo economico: chi sceglie lo scambio protegge l’ambiente riciclando oggetti che non usa più e producendo quindi meno rifiuti.

Il baratto è un gesto etico consapevole che fa bene, agli oggetti ed anche alle persone.
Chi può dirlo, magari da uno scambio effettuato di persona potrebbe nascere una bella amicizia.

Non solo oggetti: dare valore alle competenze

Se non avete oggetti di cui volete liberarvi ma siete comunque affascinati dall’idea dello scambio, niente paura: il mondo del baratto si è esteso. Oggi ad essere scambiati non solo oggetti, ma anche servizi.

Di cosa si tratta? Più spesso di quanto possiate pensare aziende e persone private mettono al servizio degli altri le proprie competenze. C’è di tutto, ma per ora il settore che più sfrutta questo sistema è quello edile.

Immaginate di dover ridipingere il salotto ma di non avere i soldi per ingaggiare un pittore. Se avete un talento per i lavoretti casalinghi, potreste fare uno scambio equo: mentre il pittore dipinge, voi potreste ricambiare aggiustando qualcosa.

Una buona azione per una buona azione. Se tutti cominciassero ad adottare questo modus operandi, il mondo sarebbe un posto migliore.

Se non avete particolari capacità, nulla è perduto su Ecchaffer si può scambiare di tutto, anche le vacanze.

Siete curiosi? Non vi resta che registrarvi e provare!  

 

Leggi tutto

Cristian 03/06/2020

Come nasce Echaffer

A tutto baratto!

E-chaffer è un sito dedicato completamente al baratto on line. Il nome stesso deriva dal verbo inglese “to chaffer” barattare, mercanteggiare. In questo caso, è fuso al prefisso “e” che identifica la natura elettronica dello scambio. Che cos’è e come nasce una piattaforma completamente dedicata a chi vuole liberarsi di un prodotto scambiandolo con qualcos’altro? Vediamolo insieme.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...