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Cristian 27/07/2020

Autoprodurre la BB Cream

Stanca dei soliti cosmetici che fingono di essere bio? Non basta un packaging accattivante color cartone e qualche foglia verde a rendere una crema veramente rispettosa dell’ambiente. Sono tante le aziende che pur fregiandosi della scritta “BIO” inseriscono tra gli ingredienti pochi estratti vegetali e molti ingredienti tossici. Non è facile destreggiarsi tra i mille prodotti in vendita né capire effettivamente l’origine di tutti gli ingredienti. Una soluzione può essere autoprodurli! Ti forniremo man mano una serie di guide in materia iniziando dalla BB Cream, un cosmetico estremamente utile per le donne.

BB cream cos’è

La BB cream (Blemish Blam) è una crema anti-imperfezioni. La sua funzione è duplice: normale crema giorno e trattamento make up. Le due parole che ne compongono il nome potrebbero essere tradotte in "balsamo di bellezza per le imperfezioni". Ma come nasce questo prodotto? Ovviamente in Corea dove la cura dell’immagine, e in particolare della pelle, è un must.  Dopo un trattamento dermatologico, la pelle del viso restava piena di rossori. Era impossibile per donne e uomini coreani ritornare immediatamente a lavoro o uscire con gli amici. I dermatologi idearono, quindi, dei balsami lenitivi colorati che in unico prodotto potessero idratare la pelle e coprirla nello stesso tempo. La crema, inoltre, doveva essere leggera proprio perché veniva applicata su una pelle ancora fragile e sensibilizzata.

Perché usare una BB Cream?

La BB Cream è il prodotto beauty di tendenza adatto a pelli di tutte le età. Si tratta di cosmetici multiuso che associano skin care e make up in un solo gesto. Idratano, colorano e proteggono dai raggi UV. Insomma applicarla è una beauty routine veloce e perfetta per la pelle. È proprio la sua praticità ad averla resa il prodotto ideale per tutti (anche gli uomini!). Quanto alla tonalità di BB cream da scegliere, per non sbagliare è bene conoscere il proprio sottotono della pelle.

Il sottotono fa riferimento al caldo-freddo ed è conosciuto come temperatura. Esistono persone dai colori caldi e altre dai colori freddi, indipendentemente dal fatto che siano chiari o scuri. Ecco come scoprire tu che sottotono hai!

Scopri il polso e fai attenzione al colore delle tue vene: se hanno un colore tendente al blu il tuo sottotono sarà freddo, mentre se hanno un colore verde il tuo sottotono sarà caldo. Bada anche al colore delle labbra! Se hai un sottotono lunare il colore delle tue labbra sarà molto intenso e quasi violaceo, mentre se hai labbra color pesca il tuo sottotono sarà solare.

 

Autoprodurre la BBCream, cominciamo dal fondotinta

Sei pronta per autoprodurre la tua BB cream? Iniziamo dalla parte colorata della preparazione. Il fondotinta minerale. Ecco cosa ti occorre:

• 25 gr di biossido di titanio

• 5 gr di magnesio stereato

• 4 gr di argilla bianca

• 1,1 ossido giallo

• 0,2 ossido blu

• 0,3 ossido rosso

Per la preparazione del fondotinta minerale, dovrai solo pesare i prodotti su una bilancia di precisione e tritarli finemente fino ad ottenere un composto polveroso omogeneo. Fai poi una prova sulla mano o sul viso per vedere se il colore ottenuto è compatibile con il tuo colorito naturale. Se hai difficoltà a trovare il magnesio stereato sostituiscilo pure con l’amido di riso.

Ricetta BB Cream autoprodotta

Procediamo adesso alla realizzazione della vera BB Cream autoprodotta. Procurati:

·         1 cucchiaino di fondotinta minerale autoprodotto

·         1 cucchiaino di olio vegetale

·         1 cucchiaino di crema solare protettiva

·         Crema idratante a piacere

Versa 5-10 dosi di crema idratante nel contenitore scelto. Aggiungi una piccola dose della tua crema solare preferita e il fondotinta realizzato precedentemente. Considera che la crema solare e la crema idratante sono bianche per cui scegli un fondotinta di un colore leggermente più scuro rispetto a quello del tuo incarnato. La dose di fondotinta aggiunto determinerà il tono, la coprenza a la quantità della BB cream. Mescola ed amalgama gli ingredienti. Non temere! Se il colore non è esattamente quello che credevi potrai aggiungere altro fondotinta fino ad ottenere la tonalità perfetta. Il consiglio, quindi, è di iniziare da una base chiara.

Cosmesi consapevole

Autoprodurre la BB Cream è un piccolo passo verso la cosmesi consapevole. Nel mondo della cosmesi Eco e Bio si parla anche di “Bellezza Consapevole”. È fondamentale, infatti, per la nostra salute e la nostra bellezza scegliere un cosmetico contenente principi attivi funzionali ma anche rispettosi dell’ambiente. Con la stessa attenzione con la quale selezioniamo il cibo che ingeriamo  dovremmo preoccuparci di ciò che respira la nostra pelle. Un consumatore consapevole dovrebbe fare molta attenzione alla lista degli ingredienti prima, e non dopo, l’acquisto. Anche se quasi sempre contenuti in piccole percentuali, ci sono ingredienti che possono causare allergie, meno rare di quanto si possa pensare, o peggio ancora, creare seri problemi di salute. Attenzione anche al processo produttivo. Se l’autoproduzione non è il tuo forte fai delle ricerche attente: esistono oggi in Italia numerosi brand completamente Bio che rispettano l’ambiente e utilizzano solo prodotti naturali.

 

 

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Cristian 16/07/2020

Pulizie ecosostenibili, 3 idee green

Nel nostro precedente post abbiamo parlato di sostenibilità e ambiente. Il baratto di Echaffer nasce proprio come alternativa al commercio lineare. L’economia circolare si basa sullo scambio, il riuso e il riciclo, una concezione economica che allunga la vita dell’oggetto e punta a ridurre i rifiuti e a limitare il consumismo. Nel rispetto del pianeta che ci ospita vogliamo oggi parlarti di 3 soluzioni alternative per la pulizia di se stessi e della casa. Si tratta di prodotti facili da reperire, anche on line, che hanno vita lunga e, soprattutto, sono totalmente riciclabili. Scopriamoli subito!

1. Spazzole per piatti in legno per pulizie ecosostenibili

Stanco della solita vecchia spugnetta abrasiva? Una spazzola per piatti senza plastica e con setole vegetali è la soluzione green che ci vuole! Si tratta di uno strumento utilissimo per la pulizia delle stoviglie che permette di grattare via agevolmente lo sporco incrostato. La testina è rimovibile e sostituibile così da poter allungare la vita della spazzola semplicemente sostituendola! Il pennello è completamente biodegradabile e realizzato con prodotti sostenibili. Il Tampico è uno dei materiali con i quali vengono realizzate le setole. Si tratta di una fibra molto robusta ottenuta dalla foglia gialla del cactus di agave. Il Tampico ha ottime proprietà di trattenimento dell’acqua, è resistente e mantiene la sua forma senza ammorbidirsi. Cambiare la testina di uno scovolino è facile e veloce, basta tirare la maniglia e tenere la clip di metallo. Quando la clip viene rilasciata, si sostituisce la spazzola reinserendola alla fine del procedimento.

2. Spazzolino da denti in bambù

Gli spazzolini da denti tradizionali sono sempre non riciclabili. Parlando di pulizie sostenibili non possiamo non parlare di igiene orale. Gli spazzolini sono composti da molti materiali, inseparabili tra loro. Le setole sono in nylon, materiale fortemente inquinante come il polipropilene, la plastica con cui sono fatte le impugnature. Si tratta, pensa, del materiale delle vecchie shopper oggi illegali! Lo spazzolino viene cambiato periodicamente ed il costo è quasi sempre irrisorio. Proprio per questo non valutiamo l’impatto ambientale di questa scelta d’acquisto. Eppure un metodo per garantire la nostra igiene orale e il rispetto dell’ambiente, c’è! Anzi ce n’è più di uno:

spazzolino con testine intercambiabili 

• spazzolini ‘monouso’ riciclabili

• spazzolini in bambù

Noi ci soffermiamo su questa ultima soluzione 100% green e dal costo basso. Questo tipo di spazzolino può essere tranquillamente conferito nell’umido, è sostenibile poiché il bambù gigante è una delle piante di più rapida crescita al mondo. Non solo, si tratta di una pianta dalle proprietà naturalmente antibatteriche. È un materiale leggero e versatile e sul mercato esistono spazzolini in bambù di ogni tipo e dimensione. Un buon spazzolino avrà una testina piccola, setole morbide per rimuovere placca in modo efficace e manico ergonomico.

3. Sapone solido per corpo e capelli

I cosmetici solidi sono ormai realtà, magari ne avrai già sentito parlare e li avrai già visti. Non sei ancora convinto della loro utilità o della loro performance? Intanto è necessario distinguere tra bagnoschiuma e shampoo solidi e saponette. Non sono la stessa cosa. Uno shampoo solido è formulato con tensioattivi e principi attivi, particolarmente indicati per realizzare un prodotto con prestazioni e pH specifici per i capelli. Il classico sapone solido, invece, ha un pH alcalino che li lascerebbe estremamente secchi!

Perché convertirsi allo shampoo o al bagnoschiuma solido è utile per l’ambiente? l vantaggio stanno sicuramente nell’evitare l’uso di flaconi in plastica. Il packaging del bagnoschiuma solido è leggerissimo: cartoncino riciclato e pellicola biodegradabile. Sia che si tratti di uno shampoo o di un prodotto per il corpo è sempre bene non sprecare prodotto inutilmente, basta insaponare poco le mani e passarle su capelli e corpo per poi risciacquare.

Un altro vantaggio non da poco è la sua trasportabilità. Se ami viaggiare il sapone solido è quello che fa per te. Non avrai “sversamenti” di liquidi in valigia né difficoltà in aeroporto. Proprio per la sua natura solida, infatti, questo tipo di prodotto può essere tranquillamente imbarcato in aereo nel bagaglio a mano.

Cambiare stile di vita, cambiare il mondo!

Tre piccole attenzioni, tre piccoli passi verso una esistenza più ecocompatibile. Cambiare stile di vita significa proprio fare scelte quotidiane più responsabili che, piano piano, ci portino a condurre una vita migliore. Non solo ne avremo un giovamento individuale ma soprattutto contribuiremo a cambiare il mondo. Per farlo non dovremo spendere cifre esagerate o fare grosse rinunce, come abbiamo visto basta scegliere i prodotti giusti per fare pulizie sostenibili. Questo basta già a condurci sulla strada giusta alla scoperta di valori che vanno al di là del semplice benessere individuale e ci fanno entrare, a pieno titolo, nel grande cambiamento di cui questo pianeta ha bisogno! 

 

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Cristian 30/06/2020

Economia circolare, come può cambiare le nostre vite

Nell’economia del futuro l’accesso si sostituisce al possesso e l’uso all’acquisto. Condivisione, riciclo, riutilizzo, prestito e scambio sono alla base dell’economia circolare. Che cosa significa questo termine e come potrebbe cambiare la nostra esistenza e la salute del pianeta che viviamo? Proviamo a spiegarlo in questo post, raccontandoti un modo sostenibile di concepire il commercio, dove il consumismo viene definitivamente messo al bando!

Economia circolare, che cos’è?

Nell’economia lineare, quella sin ora conosciuta, il prodotto è la fonte della creazione del valore: per aumentare i profitti si punta a vendere più prodotti e a rendere i costi di produzione più bassi possibile. Come si traduce questo in termini di vita del prodotto? L’obsolescenza è immediata, poiché acquistare un prodotto nuovo è più conveniente che aggiustare quello vecchio. Nell’economia circolare, invece, i prodotti sono parte di un modello di business improntato al servizio. Il prodotto ha un ciclo di vita più lungo poiché si immagina di scambiarlo, riusarlo, ripararlo e riadattarlo. Si tratta di una concezione che vede la riciclabilità come la base per ridurre drasticamente i rifiuti ma anche le emissioni dovute a nuove produzioni. In questo modo un oggetto non si estingue dopo il primo uso ma viene reintrodotto nel ciclo economico in un sistema, appunto circolare. Si tratta, dunque, di un circolo virtuoso che può avere effetti sull’ambiente veramente decisivi.

Economia circolare e sostenibilità ambientale

Sappiamo tutti che la popolazione mondiale è in grande crescita mentre le risorse del nostro pianeta sono limitate. Dopo averle sfruttate fino all’insostenibile, oggi la sostenibilità ambientale è diventato un tema portante. L’economia circolare è una delle chiavi per immaginare un futuro veramente sostenibile.  I processi di estrazione e utilizzo delle materie hanno un forte impatto ambientale e aumentano il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica (CO2). Un uso più razionale delle materie prime può, quindi, contribuire a diminuire le emissioni. Il Parlamento europeo, inoltre, ha chiesto l’adozione di misure anche contro l’obsolescenza programmata dei prodotti, strategia propria del modello economico lineare. Il baratto, o lo scambio, si colloca perfettamente nel cerchio tracciato da questa nuovo modello economico in quanto allungano la vita del prodotto evitando l’inutile acquisto di oggetti nuovi.

Baratto e circular economy

Il metodo dello scambio è del tutto legale, ed è un contratto vero e proprio. La permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un soggetto a un altro. È disciplinato dal codice civile per cui è possibile applicare il metodo del baratto sia tra privati che tra aziende. Anzi, è proprio su di esso che si è formata l’economia, non a caso, detta di scambio. Perché si realizzi un baratto, o meglio una permuta, non è necessario firmare un documento scritto, ma basta che avvenga la semplice consegna delle due cose o l’impegno a consegnarle successivamente.

Condivisione e scambio

La sharing economy è oggi una realtà in Italia soprattutto in alcuni settori come le autovetture, macchine e obiettivi fotografici, telefoni cellulari ed altre tecnologie. Sul web proliferano le piattaforme su cui è possibile scambiare materiale e, oltre al web, le occasioni per praticare il baratto sono tante e possono trasformarsi in momenti di condivisione con gli amici. Lo swap party, per esempio, è una “festa” approdata in Italia da Oltreoceano ormai diversi anni fa, in cui scambiarsi vestiti. Lo scopo è quello di “controllare” l’obsolescenza dei capi d’abbigliamento, quelli che hanno per definizione un ridotto ciclo di vita,  scambiandoli con altri vestiti. Non solo abiti, oggi è di gran moda scambiarsi addirittura casa! L’ home exchange è un trend che consente di cambiare città praticamente a costo zero. Lo “scambio di casa” è una forma di alloggio in cui due parti concordano di scambiarsi reciprocamente abitazione per un determinato periodo di tempo. Poiché non ha luogo alcuno scambio monetario, è una forma di baratto, consumo collaborativo e condivisione. L’exchange non deve necessariamente essere simultaneo poiché è possibile anche scambiarsi solo una stanza.

Il futuro è circolare?

Come abbiamo già detto, a fare da traino a questo cambio di mentalità c’è certamente il mercato della tecnologia. Si tratta di un settore dove l’obsolescenza controllata è altissima. Se il modello di economia circolare sta prendendo piede per beni ormai fondamentali nella vita di tutti i giorni, c’è la possibilità che si diffonda a tutti i prodotti di uso quotidiano. A questa tendenza va aggiunta la grande incertezza economica dovuta al lungo lockdown cui tutto il mondo è stato sottoposto per fronteggiare la Pandemia da Coronavirus. Questo ulteriore elemento ha fatto sì che aumenti la percezione dell’incertezza versi il futuro. L’acquisto, e quindi l’impegno a comprare un bene magari a rate, è visto come troppo impegnativo o addirittura impossibile. L’accesso al bene, senza impegno, è preferibile e, a volte, è l’unica opzione possibile. Ecco perché noi di Echaffer crediamo molto nel nostro progetto. L’economia basata sulla condivisione e lo scambio non è soltanto una strada percorribile per salvare il pianeta ma anche per rendere le nostre vite più semplici. L’economia circolare è il futuro, noi ci crediamo e tu?

Leggi i nostri annunci e prendi parte a questa rivoluzione economica!

 

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